LA PARMA DEL FUTURO SI DECIDE OGGI

Data: 9 Giugno 2022

Di: Margherita Ferioli

Infrastrutture, mobilità e sicurezza; cultura, commercio e spazi pubblici; giovani e istruzione: questi i tre blocchi tematici individuati dagli studenti e su cui i dodici candidati sindaci sono stati chiamati ad esprimere le loro proposte nell’ambito dell’assemblea di istituto di Romagnosi e Ulivi.

Se Marco Adorni pensa alla politica come ad un impegno personale e responsabile che permette di avere uno sguardo libero sul mondo, per Priamo Bocchi fare politica è sinonimo di difendere principi come l’identità, le tradizioni e la famiglia. Andrea Bui ricorda di aver mosso i primi passi in politica proprio nell’ambiente scolastico del liceo, Luca Galardi si impegna a difendere la Costituzione. Mentre Gaetano Vilnò insiste sulla necessità di un programma fatto di persone e Giampaolo Lavagetto promette un’amministrazione vicina ai giovani, Dario Costi individua come punti centrali della sua candidatura la condivisione con la comunità, l’innovazione digitale e un grande progetto di rigenerazione urbana. Da un lato Michele Guerra riconosce nella politica l’impegno più alto in una contingenza storica che ci chiama a mettere a frutto tutte le energie della città, dall’altro Pietro Vignali rintraccia nella Parma di oggi le stesse situazioni che lo avevano indotto a candidarsi nel 2007 per garantire aiuti alle famiglie e nuove opportunità per i giovani. Infine Enrico Ottolini pone l’attenzione sul dovere di affrontare la crisi ambientale coniugando all’azione locale una visione globale che vada oltre i confini amministrativi. Presenti anche Michela Canova e Roberta Roberti, recentemente escluse dalla competizione elettorale per vizi di forma nella presentazione delle liste. Se Roberti ricorda di aver mosso i primi passi in politica nell’ambito dei movimenti in difesa della scuola pubblica e sottolinea l’importanza di coniugare ad una visione politica un’esperienza concreta e partecipata della vita cittadina, Canova sostiene che la sfida più grande per un candidato sia proprio nei confronti dei giovani, il pubblico più difficile da avvicinare, ma nello stesso tempo il motivo per cui ci si impegna a fare politica.

Adorni si impegna in un piano antropologico e culturale che prevede di reintrodurre i vigili di quartiere e un sistema di telecamere. Investire sulle infrastrutture ferroviarie e sull’elettrificazione dei mezzi sono le due misure da adottare per una mobilità sostenibile, mentre solo con la detassazione dei piccoli commercianti e la riduzione degli affitti è possibile fare rinascere il centro storico. Posto che la cultura si produce a partire dai giovani, è necessario che l’Assessorato alla cultura si rivolga direttamente a loro infondendo energia per aggregare e unificare. 

Bocchi ribatte sulla gradualità nell’applicazione delle misure in ambito di infrastrutture e trasporti per un ambientalismo non solo ideologico, ma realistico e promuove uno studio di fattibilità per la tranvia leggera. Ridare vigore al commercio risulta da iniziative legate al decoro urbano, mentre si propone il recupero in chiave giovanile di Galleria Bassa dei Magnani e del Ponte Nord.

Bui intende indagare le disparità alla base del fenomeno delle baby gang considerate come una questione sociale, tassare i grandi centri commerciali in favore dei piccoli commercianti e mettere a disposizione dei giovani e della cultura gli spazi pubblici. 

Per Canova, è necessario scegliere le infrastrutture da portare avanti seguendo una logica di pragmatismo, permettere ai giovani di mettere a frutto i loro talenti nel tempo fuori da scuola e soltanto con la predisposizione dell’Ospedale Vecchio ad ospitare eventi museali e laboratori permanenti è possibile garantire la ripresa del commercio, la sicurezza e la vivibilità dei luoghi dell’Oltretorrente.  

Costi insiste sull’incremento all’uso delle ferrovie provinciali, sulle fermate urbane e sulla tranvia, sulla valorizzazione coordinata di tutti i luoghi della città garantendone l’accessibilità e una programmazione culturale diffusa per dare nuovo impulso all’industria creativa ed infine propone  un’agenzia dei giovani per i giovani con a capo un giovane. 

Galardi rimarca l’esigenza che i servizi si rivolgano davvero alle persone e invita i giovani a trovare la verità per conto loro strappandosi il bavaglio imposto da una società che preferisce rimanere sorda alle loro istanze. 

Guerra individua nella polizia municipale, in una politica di integrazione e nella creazione di un osservatorio sul benessere giovanile le possibili soluzioni al problema della sicurezza, avvertito al primo posto tra le emergenze della città. Occorre insistere sul trasporto pubblico locale, intensificare la ciclabilità, attuare esperimenti di pedonalizzazione, favorire la neo imprenditorialità e il commercio con la funzione di presidio sociale, restituire ai giovani il diritto di parola promuovendo un forum annuale in cui accogliere le rappresentanze giovanili e concedendo la Chiesa di San Ludovico e l’Ospedale Vecchio alle associazioni giovanili. 

Per Lavagetto la futura amministrazione deve partecipare alla prevenzione dei rischi per la sicurezza promuovendo la riqualificazione urbana, i controlli in tempo reale e un rimborso a fondo perduto per gli esercizi commerciali intesi come presidio territoriale, mentre in ambito culturale valorizzare il festival della musica universitaria, l’Orchestra Giovanile della Via Emilia, il Conservatorio e la sua collaborazione con il Teatro Regio. 

Ottolini non intende sprecare le risorse, ma intervenire direttamente sulla mobilità in città lamentando i numerosi relitti lasciati dalle amministrazioni precedenti. I giovani rappresentano un futuro che rischiamo di non avere e per questo si evidenzia la necessità di favorire la cultura nel senso di integrazione e l’innovazione con start up.

Roberti si oppone al consumo indiscriminato di suolo, ma appoggia una ripianificazione del trasporto pubblico con l’introduzione di minibus nel centro storico e una mappatura della densità culturale per mettere a disposizione dei giovani gli spazi pubblici e renderli luogo di incontro intergenerazionale. Ai giovani inoltre, troppo spesso considerati come semplici consumatori, deve essere garantito l’uso degli spazi scolastici oltre l’orario curricolare e un assessorato per le scuole superiori.

Vignali insiste sul ripristino dei vigili di quartiere, la creazione di nuclei cinofili dedicati alla sicurezza urbana, politiche di rigenerazione urbana, eventi culturali diffusi, l’incremento all’uso delle biciclette, del trasporto elettrico e delle navette dai parcheggi scambiatori. Sicurezza, decoro e accessibilità costituiscono le basi per rilanciare i caffè letterari nell’Oltretorrente e grandi format culturali come il festival Verdi, il festival della poesia e quello della danza, mentre  ai giovani, gli unici in grado di capire i fenomeni in atto, è necessario garantire prestiti, creare una delega alla creatività giovanile e un’agenzia per l’inserimento professionale. 

Vilnò invita i giovani a prendere tempo per ragionare sulle richieste da rivolgere all’amministrazione e si dice contrario ad attribuire la gestione della sicurezza ai soli vigili urbani, ma propone un lavoro comune con il questore. 

In conclusione il dibattito tra i candidati si è acceso su temi quali l’inquinamento, l’interculturalità, il rapporto tra i giovani e l’amministrazione, lo stadio Tardini e l’aeroporto cargo, rispetto a cui tutti hanno espresso per alzata di mano la propria contrarietà. Un’occasione unica per gli studenti per entrare e partecipare alle dinamiche della politica nel contesto della loro città esercitando una forma di cittadinanza attiva e consapevole per approcciarsi al voto del 12 giugno

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