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Buon compleanno, caro Liceo! 160 anni portati bene!

Nel cassetto di  una vecchia scrivania dell’aula di fisica del Liceo abbiamo trovato un vecchio ritaglio di giornale.  A matita qualcuno aveva segnato la data: 10 dicembre 1860.

Oggidì, alle ore 9, nelle aule del Palazzetto di San Rocco che era  de’ Gesuiti, a fianco dell’omonima chiesa, si iniziano le lezioni al Regio Liceo classico di Parma, per volontà del nostro sovrano Sua Maestà Vittorio Emanuele II. Il Signor Conte, Provveditore agli studi, Filippo Linati ha durato fatica a trovare una sede che Egli afferma sarà provvisoria, ma ha fatto tutto ciò ch’era in suo potere per tener fede alla promessa di aprire il Liceo entro l’anno. Non ha mancato mai di sollecitare il Signor Sindaco ad assegnare al governo uno de’ palazzi comunali e a provvedere di arredi le aule.  Egli suole ripetere  che “ siccome occorre piantare a forza il sentimento dell’italianità nei petti che ne sono digiuni, non v’è mezzo più conveniente che la pubblica istruzione”. Nell’ultima Sua lettera rivolta ai Sindaci della città e del contado il Signor Provveditore ha scritto: “Io chiedo che rendano colti gl’italiani perché sia colta l’Italia;  come i tiranni volevano degli idioti per avere degli schiavi, noi vogliamo degli uomini istrutti per avere dei liberi cittadini”.

Gli alunni iscritti sono 140 e s’applicheranno a discipline diverse rispetto a quelle della soppressa facoltà filosofico-letteraria a cui eransi iscritti. 

Il Signor Conte Linati raccomanda di studiare con diligenza ed impegno una disciplina nuova, il greco, su cui sono state diffuse ad arte  false voci che sia materia astrusa e difficile, più adatta a stregoni e cartomanti che ai giovinetti. Per incominciare dispone che in tutte e tre le classi liceali si studino le declinazioni. Se ancora non vi sono le grammatiche  e i vocabolari, presto si troveranno, così come arriveranno professori all’altezza del loro compito.

Il Preside, Cavalier Don Marco Tamagni, patriota leale e profondo uomo di studi, oggi adunerà gli alunni nella vicina Chiesa di San Rocco per la messa d’inizio d’anno e li lascerà liberi a mezzodì.

In codesta giornata s’inizia per Parma un’epoca nuova per la cultura e auguriamo al Regio Liceo una lunga e feconda vita per l’onore della nostra città  e della nazione italiana che gli alunni del Liceo vedranno proclamata tra pochi mesi e della quale, siamo sicuri, essi saranno degni figli.

Noi ringraziamo per quegli auguri che sono giunti fino a noi, 160 anni dopo.