Areoporto Parmigianino

Data pubblicazione: 21 Novembre 2021

Scritto da: Davide Cassanelli

Alle elementari ero a Fognano, vicino all’aeroporto. Alle medie ero a Baganzola, vicino all’aeroporto. Alle superiori sono in centro, però la mia classe è al sottotetto, vicino all’aereocartaporto. Mai avrei pensato che la mia vita giovanile di studente sarebbe stata tanto legata agli aerei, per questi vorrei particolarmente soffermarmi sulla mia attuale esperienza liceale. Sebbene la mia scuola mi  abbia formato a ragionare correttamente non sono ancora riuscito a capire la cadenza con cui partono gli aerei, gli orari non sono nemmeno definibili come variabili, sono totalmente casuali. Inoltre non vi è alcuna differenza tra gli aerei destinati al trasporto pubblico e quelli destinati al trasporto merci, anche perché non sono presenti scritte sulle fusoliere e le ali che possano identificare la compagnia a cui rivolgersi per eventuali richieste ed immagino anche lamentele. Le modalità di partenza e arrivo sono completamente differenti dai comuni aeroporti; solitamente l’aereo prende velocità sulla pista, adibita sia al decollo che all’atterraggio, per poi prendere lentamente quota. Qui invece l’aereo è prima montato sul posto, poi dopo esser stato riempito con passeggeri oppure da merci, quali matite e gomme, viene scagliato da un’apposita pista sopraelevata verso il vuoto dove grazie alle correnti ascensionali prende il volo. I viaggi sono relativamente non tanto lunghi, in media dai dieci ai cinquanta metri in casi speciali, portano tutti solamente in due luoghi: il tetto della palestra ed il cortile. Il primo, più tropicale, data la grande presenza di muschio e foglie, è una meta turistica apprezzatissima dove si ha la possibilità di perdersi nella natura. La seconda,  è più adatta per chi desidera trovare movimento e vita, gli schiamazzi sono all’ordine del giorno e non c’è mai un momento di silenzio, un vero Eden per chi non vuole stare mai fermo. L’atterraggio anch’esso ha due modalità: la prima detta “adagio” , per cui l’aereo compiendo numerosi giri giunge delicatamente a terra. La seconda detta “tuffo” in cui l’aereo a tutta velocità, si fionda per terra per poi fermarsi. Un po’ turbolenta a parer mio.

Tutti i problemi di questo aeroporto sono però trascurabili poiché l’immagine degli aerei che partono “dà per gli occhi una dolcezza al cuore che intender non può chi non la prova” (soprattutto durante le ultime ore) come direbbe Dante. L’ aeroporto Parmigianino è dunque trafficato e disorganizzato però poetico e ciò lo rende unico ed irripetibile.

Di Davide Cassanelli

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21/11/2021|Categorie: Eureka|Tag: |