Approcci attici dall’Ottocento ad oggi

Data pubblicazione: 15 Novembre 202115 Novembre 2021

Scritto da: Margherita Badesso e Francesca Paganelli

[Immagine: Una domenica pomeriggio sull’isola della Grande-Jatte]

Quante volte hai visto un ragazzo o una ragazza e hai pensato di spottarlo per poi trovare il suo Instagram, mettere qualche like tattico e magari scrivergli esaltando la canzone di una sua storia che in realtà o non hai mai sentito prima o hai sentito abbastanza volte da poter dire con certezza che è la peggior traccia di sempre? Infinite, ammettilo! Certo, così è più facile, d’altronde non siamo mica nell’800. E chi invece lo era? Per loro le cose erano decisamente più difficili.

Pensa alle assurdità che quei poveretti dovevano compiere per attirare l’attenzione di una bella ragazza (perché si sa, erano sempre i ragazzi a fare la prima mossa): perdere un intero pomeriggio a scrivere una poesia stucchevole che verrà letta più volte da noi studenti delle generazioni future che dalla diretta interessata, andare in piena notte davanti al suo balcone per cantarle una dolcissima serenata accompagnata dalle imprecazioni dei vicini e dalle urla del padre, regalarle fiori per stupirla che saranno destinati ad appassire in un angolo insieme a quelli degli altri diciotto pretendenti; tutto ciò per ottenere l’onore di condurla in una romantica passeggiata monitorata attentamente dal fratello maggiore di lei.

Ma pur avanzando sulla linea temporale, gli approcci non sembrano migliorare, immagina che qualcuno ti inviti a ballare un twist, o che per farsi notare ripercorra decine e decine di volte davanti ai tuoi occhi la stessa strada, o ancora dover chiedere a chiunque incontri chi fosse quella bella ragazza vista alla fiera del paese. Bisogna riconoscere tuttavia che queste azioni, per quanto imbarazzanti possano sembrare, erano piene di romanticismo: d’altronde, chi non si emoziona guardando “Il tempo delle mele” quando Mathieu si relaziona per la prima volta a Vic dandole le proprie cuffie a una festa, o immaginando il goffo Marco, che a ballare sembra un cavallo, conquistare così Anna nella nota canzone di Lucio Dalla “Anna e Marco”.

Ma le vecchie avances sono veramente migliori di quelle tipiche della nostra generazione?

È doveroso riconoscere il merito di un importante cambiamento alla società moderna: se prima le corteggiate davanti alle lusinghe dei pretendenti si limitavano a concedere innocui sguardi e convenzionali sorrisi, come previsto dalla società patriarcale dell’epoca, non è più così strano che ad interessarsi e occuparsi della prima mossa non siano solo i ragazzi.

Inoltre c’è un vantaggio non irrilevante che Internet fornisce: ad esempio, quando abbiamo bisogno del consiglio di un amico per continuare la conversazione ci basta inviargli uno screenshot, e se è un consulente affidabile, si otterrà una risposta in pochi minuti, opportunità che a Cyrano de Bergerac, e all’amico a cui suggeriva dolci parole per conquistare la sua amata da dietro un cespuglio, avrebbe certamente giovato.

E’ doveroso precisare che gli approcci moderni sono talvolta ancora carichi di originalità ed audacia, che si possono notare ad esempio nello scrivere il numero di telefono sulla carta di una Brooklyn e offrirla al ragazzo o alla ragazza che ti interessa o nell’inviargli post di animali divertenti senza alcuna apparente logica né contesto solo per dare il via a una conversazione.

Fortunatamente pure il romanticismo rientra in quella categoria di cose che il tempo cambia ma non cancella, e così si può trovare anche oggi al tempo dei social, in una canzone rap o in un messaggio, purché lo si voglia vedere.

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