Dibattito fra liste: un piccolo fact-checking
Data: 25 Ottobre 2026
Tag: GDR
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Mercoledì 21 Ottobre si è svolto il tradizionale dibattito tra le liste candidate al Consiglio d’Istituto, in questo caso 4, a cui si sono aggiunte in via eccezionale due liste (collegate a 2 delle 4 liste per il Consiglio) per la sostituzione di un posto lasciato vacante alla rappresentanza del Romagnosi nella Consulta Provinciale degli Studenti, che di solito si rinnova ogni 2 anni.
Considerato che negli ultimi anni sono avvenuti parecchi episodi, durante questi dibattiti, in cui sono state fatte proposte o dichiarazioni spesso incoerenti e prive di riscontri nella realtà, da parte delle liste, quest’anno abbiamo deciso di scrivere un articolo in cui, limitatamente alle fonti in nostro possesso e a quanto sentito dai nostri reporters durante il dibattito, cerchiamo di eseguire un piccolo fact-checking sulle dichiarazioni fatte dalle liste riguardo ai rispettivi programmi elettorali.
È d’obbligo specificare che questo articolo vuole essere puramente informativo e trattare tutti i pareri allo stesso modo, con l’obiettivo di garantire un’analisi imparziale, in grado di combattere la disinformazione, come un giornale dovrebbe sempre fare.
Ecco dunque un prospetto generale delle liste e delle loro proposte che ci sono parse più irrealistiche e difficilmente fattibili, insieme alle ragioni per cui ci sono sembrate tali:
- Lista 1 – Ad Maiora (verso le cose più grandi):
- La proposta di far scegliere un tema generale delle assemblee d’istituto ai ragazzi e di introdurre diversi tipi di nuovi eventi al loro interno, pur non essendo sbagliata in sé, non è tuttavia propria di una lista di candidati al C.D.I., in quanto non solo gli eventi sono frutto di iniziative spontanee di diversi gruppi di privati studenti, ma anche, proprio per questo motivo, è impossibile scegliere un tema generale, in quanto si lederebbero le virtuose iniziative personali di questi studenti. L’irrealizzabilità di questa proposta sta anche nel fatto che i rappresentanti, sulla carta, non hanno alcun potere particolare nell’organizzazione delle assemblee, la cui approvazione, secondo la legge, spetta al Dirigente Scolastico: i rappresentanti possono proporre delle iniziative, ma solo come studenti al pari di tutti gli altri.
- L’idea di creare una pagina Instagram del Romagnosi, parallela a quella ufficiale già esistente, interamente gestita dagli studenti, con la possibilità di far diventare amministratore chiunque lo desideri (forse, perché gli stessi candidati non sono stati chiari su questo punto: in altri turni hanno dichiarato che i gestori della pagina sarebbero i rappresentanti stessi e gli studenti che gestiscono gruppi extrascolastici), risulta non impossibile sul piano teorico ma improbabile sul piano reale: oltre alle difficoltà meramente tecniche di avere una pagina con 5/6/7/800 amministratori che postano quello che vogliono in qualunque momento, si presentano diversi problemi legati alla netiquette e al rispetto reciproco online da parte degli studenti, come l’affaire “Chat libera del Romagnosi” ha dimostrato l’anno scorso. Non dimentichiamo comunque che non tutti gli studenti hanno Instagram, e che dunque si rischia di tagliare fuori da un luogo di espressione e dibattito una buona fetta di romagnosini. Infine, non si capisce perché, come dichiarato dalla lista, il preside debba avere una responsabilità legale sulla pagina e sui contenuti in essa pubblicati, visto che ufficialmente questa non sarebbe una pagina ufficiale né riporterebbe la presenza del preside o del personale scolastico; e non si capisce neanche in che modo questa pagina debba differire dalla pagina ufficiale dei rappresentanti, casomai non fosse invece gestita da tutti.
- La promessa di indire un referendum presso gli studenti che porti, in base alla loro decisione, a un’eventuale abolizione del sabato come giorno scolastico, risulta priva di fondamenti sul piano legale, in base a cui una simile decisione sarebbe di esclusiva priorità del C.D.I. e del Collegio Docenti nel loro insieme; un simile “referendum” potrebbe servire solo a conoscere il parere degli studenti a riguardo, ma la discussione e la decisione finale spetterebbero ad altri organi.
- L’iniziativa di voler creare un sito web del Romagnosi appositamente per le informazioni riguardanti gli Erasmus e in generale gli scambi con l’estero è, oltre che inutile e potenzialmente dannosa, impraticabile nel lungo periodo da punto di vista “amministrativo”: le informazioni riguardanti l’Erasmus+ sono già tutte fornite, aggiornate e approfondite in modo chiaro in diversi siti web molto più autorevoli, tra cui quello ufficiale del programma e quello della sua divisione italiana. Inoltre, ci sono già diverse pagine sul sito web già esistente della nostra scuola riguardanti simili progetti, oltre a un richiamo al portale ufficiale del progetto sulla homepage. Si tratta di informazioni precise, che possono venire aggiornate all’improvviso, come per esempio all’uscita di nuovi bandi (che peraltro vengono sempre e tempestivamente comunicati nella Bacheca di Classeviva) o al variare delle normative vigenti, e un sito web “artigianale” e senza un gestore fisso che lo aggiorni continuamente rischia di diventare un elemento di confusione e misinformazione per gli studenti interessati.
- Lista 2 – Ad Astra (verso le stelle):
- Viene commesso lo stesso errore di Lista 1 riguardo alle assemblee, con solo poche differenze nel tipo di eventi proposto.
- Si afferma di poter rappresentare equamente tutte le “parti” studentesche dell’istituto (ad es. classico e linguistico, Cicerone e Galileo, ecc.) per il solo fatto che i candidati provengono in generale, all’interno del triennio, da classi e indirizzi diversi, ragionamento consequenziale già piuttosto nebuloso in sé, come numerosi esempi nella politica contemporanea mettono in evidenza. Sembra si ignori poi il fatto che gli anni delle scuole superiori non sono 3 ma 5, e in particolare nel nostro caso i primi 2 costituiscono più del 40% della popolazione scolastica, che dunque rimarrebbe non “rappresentato”, almeno come lo intende la lista.
- Non si riprende il programma di Lista 1 a proposito del “Sabato a casa”, e a giustificazione di questa scelta si specifica la reale natura del procedimento che potrebbe portare a una sua realizzazione, e si precisa dunque la non decisività del parere degli studenti.
Forse anche troppo.
Infatti, viene presentato il C.D.I., uno degli organi principali che dovrebbe esaminare una proposta simile, come qualcosa di estraneo, lontano, scollegato e indipendente dal volere degli studenti, cosa che nei fatti non è: i Rappresentanti d’Istituto sono chiamati tali proprio in quanto siedono nel C.D.I., e su questioni simili hanno potere di voto e di espressione esattamente come tutte le altre componenti, potendo quindi partecipare attivamente a una discussione su un argomento simile.
- Si è dichiarato che, grazie all’introduzione, da parte dei rappresentanti eletti con Ad Astra, di nuovi eventi e “politiche” simili a quelle citate sopra, l’affluenza alle assemblee d’istituto è salita notevolmente durante lo scorso anno: questo è vero, così come è vero che ciò è avvenuto per “merito” di Ad Astra, ma la ragione non è quella riportata; infatti (almeno secondo noi), l’affluenza non è cresciuta necessariamente perché gli studenti hanno trovato più interessanti gli eventi, bensì soprattutto perché, molto più semplicemente, la partecipazione alle assemblee (che tecnicamente sono giorni di scuola, ma erano importanti spesso per dare agli studenti un momento di respiro per studiare) è stata resa obbligatoria, e la non partecipazione punita considerandola come assenza sul registro.
- Lista 3 – Nexus:
- La lista si propone di “far partecipare” massicciamente la scuola e i suoi studenti alle numerose manifestazioni organizzate a Parma su temi di interesse giovanile e sociale, tramite accordi con il Comune. Dal punto di vista organizzativo la proposta è perfettamente realizzabile; si dimentica però che, data la possibilità agli studenti di prendere parte ad una manifestazione, in base alla Costituzione della Repubblica Italiana la decisione di parteciparvi o meno rimane interamente una prerogativa dello studente, e che dunque lasciar partecipare la scuola è una cosa, e “farla partecipare” è un’altra, molto diversa: se intendevano il primo concetto, è stato fatto un errore nel campo della comunicazione, che, a nostro avviso, non dovrebbe essere fatto da parte di chi si candida a rappresentare (e non a governare) una collettività di studenti.
- Ci si propone di “riformare” (o “ri-formare”?) il Green Team, il gruppo ecologista della scuola, che è stato descritto come “andato a perdersi negli ultimi anni”. Oltre a presentare le stesse perplessità fatte prima alle Liste 1 e 2 sulle assemblee, e quelle fatte sopra riguardo alle libertà di partecipazione individuale, chi scrive non può fare a meno (da membro del G.T.) di obiettare che quest’ultimo rimane attivo, strutturato e vivo, “ravvivandosi” appunto di anno in anno grazie alle energie di coloro che scelgono volontariamente di entrare a farne parte.
- È stata fatta la proposta di una “giornata bianca” della durata superiore a un giorno. La difficile realizzabilità di tale attività sta nel fatto che, al Romagnosi, la giornata bianca non è mai durata più, appunto, di una giornata, in quanto alternativa e coincidente con un’assemblea d’istituto, che per legge non può essere più di una al mese. I rappresentanti avrebbero proposto di iniziare, quest’anno, con un “weekend bianco”, ossia un sabato, giorno assembleare, e una Domenica. Si presenta poi una difficoltà dal punto di vista economico, che vedrebbe il prezzo lievitare notevolmente all’aumentare dei giorni di permanenza, creando così una discriminazione economica ancora maggiore tra chi può andare alla “giornata” bianca e chi no. Bisogna dire inoltre che al Romagnosi i prof hanno sempre mostrato una certa ritrosia ad accettare e partecipare a una giornata bianca “lunga”, e non sempre a torto: nel caso le “giornate” si allungassero ancora nei prossimi anni, parti consistenti di una classe si assentassero per più giorni di scuola, si creerebbe una differenza di avanzamento nel programma scolastico rispetto alla parte della classe rimasta a scuola. Se invece rimanessero un Sabato e una Domenica, ci potrebbero essere difficoltà nel reperire professori disposti a fare un giorno di scuola in più, nonostante il suggestivo luogo di lavoro.
- Si è parlato di convertire l’attuale entrata in cui si passa il badge in un’entrata in cui si passa e basta, e il badge viene registrato automaticamente da un sistema simile a quello che sta entrando in utilizzo nei caselli autostradali di ATSM, oppure viene mostrato scansionando un QR code con un’apposita app scaricata sul telefono: in entrambi i casi si presentano diversi problemi di intrusività (scaricare tutti sul telefono e dare informazioni personali a una nuova app) e, nel primo, anche di privacy (l’app dovrebbe fornire la posizione del telefono a un sistema esterno). Ci sono poi le difficoltà legate al finanziamento dell’eventuale sistema di controllo accessi (sempre nel 1° caso) e al dover tenere il telefono acceso all’ingresso, con il Regolamento d’Istituto che dice che i telefoni devono rimanere spenti per tutta la durata della permanenza a scuola.
- I candidati della lista hanno poi affermato di aver “già fatto” un accordo con il Libraccio perché quest’ultimo offra uno sconto sui suoi libri, parlandone come di un affare già concluso: ci limitiamo a ricordare che i rappresentanti rappresentano la scuola solo dal momento della proclamazione in avanti, e che se loro hanno già fatto uno o più accordi di qualunque tipo, questi non sono validi per nessuno oltre a loro stessi, per il momento.
- Si è proposto anche di, in occasione dei 100 giorni dalla maturità, di lasciar dormire per una notte tutti le ragazze e i ragazzi di quinta in palestra: avendo la lista già dichiarato di avere il permesso del preside, noi non obiettiamo nulla sulla sua fattibilità regolamentare; magari qualcosina sulla sua fattibilità fisica, visto che far dormire 150 ragazzi (qualora ci fosse una vasta partecipazione), con tutte le necessità ambientali annesse e connesse, in un ambiente come quello della palestra non è proprio una scelta ovvia in materia di igiene e sicurezza (se le prime foto che arrivano dai paesi disastrati sono proprio quelle di scuole trasformate in dormitori, un motivo ci sarà).
- Lista 4 – Wind of change:
- La promessa di istituire un’ora al mese di “attualità”, al posto di un’ora di un’altra materia, è difficilmente realizzabile, in quanto non si capisce bene di cosa tratti quest’ora e dunque quale prof sia meglio dedicare a quest’attività, oltre al fatto che per ogni materia ci sono dei monte ore annuali che devono essere rispettati, con la conseguente discussione interna a ogni classe su quale prof debba sobbarcarsi quest’attività nella sua ora…
In conclusione, ci teniamo a dire che speriamo che questo articolo possa essere d’aiuto al voto di Mercoledì, per tutti i nostri lettori. Ribadiamo che nessuna puntualizzazione è stata fatta con l’intento di screditare altre liste, ma con l’unico scopo di garantire la trasparenza e l’imparzialità, obiettivo che Eureka, sebbene con alcuni rallentamenti, ha sempre voluto raggiungere. Come redazione di Eureka, vi auguriamo un buon voto e un buon esercizio di democrazia, e ci teniamo a dirvi una cosa: non abbiate paura di esprimervi e di dire la vostra opinione; Eureka sarà sempre dalla vostra parte, ogni volta che deciderete di farlo!
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