LE PROTESTE NEL MONDO: UN FATTO CHE RIGUARDA TUTTI
Data: 4 Novembre 2026
Tag: Attualità
Di: Luigi Ferri

Nel Luglio 2026, il Consiglio dei Ministri ha approvato un Disegno di Legge definito dai media “Anti-Maranza”, che mira a contrastare la criminalità minorile. L’intervento rivolto alla fascia d’età tra i 14 e i 18 anni introduce una responsabilità più marcata per i minori.
I cosiddetti “Maranza” vengono identificati come giovani di strada, spesso riuniti in baby gang, accomunati tra loro da particolari regole di abbigliamento, linguaggio, con atteggiamenti spavaldi e irrispettosi delle regole.
Questo tipo di disagio emerge soprattutto nei gruppi giovanili delle periferie dove negli anni si è concentrata l’immigrazione e di conseguenza la difficile integrazione ha causato problematiche economiche e sociali. In questi contesti i giovani si considerano emarginati dalla società, finendo con rispondere in maniera violenta e scomposta.
Un esempio eclatante delle azioni dei maranza sono i fatti di Milano, avvenuti sabato e domenica 17 e 18 ottobre, con assalti alle vetrine di negozi famosi e furti di merci esposte. Inoltre è stato devastato il centro cittadino con danni stimati di almeno 500.000 euro. Questi avvenimenti, segnali di un disagio giovanile molto presente, hanno scatenato tanta paura nei cittadini e scontro politico fra i partiti, per esempio tra chi sostiene la necessità di reprimere il fenomeno, chi vuole invece comprenderne le ragioni alla radice e chi ne vuole solo ricavare consenso tra gli elettori.
Un simile tipo di incidenti sta avvenendo in altri paesi d’Europa, soprattutto in Francia, con addirittura palazzi municipali incendiati. Le proteste sono partite da una combinazione di forti malcontenti anche economici, tra cui la crisi dei servizi pubblici legati anche alle riforme scolastiche non attuate, dalle quali si attendevano interventi riguardo le classi sovraffollate, la carenza di insegnanti e personale, edifici fatiscenti, orari pesanti e tagli al bilancio.
In alcuni casi sono poi degenerate in violenti scontri con la polizia, saccheggi, incendi e la partecipazione dei Black Bloc, portando a migliaia di fermi e arresti in tutto il paese.
Accade perciò di frequente che a margine di legittimi malcontenti e pacifiche forme di protesta si infiltrino forme di violenza, l’arma più degenerativa per trasformare le giuste cause delle manifestazioni in caos. Le proteste nate per motivi validi finiscono con essere sporcate da questi atti vandalici venendo così strumentalizzate dalla politica per creare leggi restrittive del diritto a manifestare pacificamente. Ognuno ha sempre il diritto di esprimere pacificamente la propria opinione, rispettando il patrimonio di tutti.
A mio parere, i fatti che stanno accadendo oggi sono sintomo di un disagio giovanile interiore, che si sta diffondendo rapidamente. Molti giovani si sentono esclusi dalla società e non ascoltati, per cui utilizzano la violenza e la distruzione per farsi notare. Questa stessa società invece, attraverso scelte politiche, dovrebbe investire risorse in progetti che combattano i motivi del disagio giovanile, contrastando l’abbandono scolastico e creando strutture (culturali, sportive, ricreative) che consentano ai giovani di socializzare senza sentirsi emarginati.




