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Il turismo può salvare l’Italia?

Data: 28 Ottobre 2025

Di: Luca Carpi

Analisi del “petrolio” italiano

Il turismo di massa e l’insofferenza generata dal fenomeno stanno cambiando la percezione di un settore dell’economia prima distante da polemiche. Si sta solo recentemente capendo che il turismo rientra nel novero dei settori economici invasivi come l’industria pesante o il settore estrattivo, e, proprio come capita per quest’ultimi, alcune misure per contenere i risvolti negativi di quest’attività dovranno essere prese, e vengono già richieste, dalla parte della popolazione che ne è interessata maggiormente. Il turismo modifica inevitabilmente il tessuto sociale delle aree che interessa e, non di rado, lo erode; limitare quest’erosione, quindi l’overtourism e i fenomeni ad esso collegati, sembra difficile senza limitare in primo luogo la fonte del problema, che però rappresenta per l’Italia una ricca fonte di guadagno. 

Per comprendere l’impatto economico del turismo sarà opportuno riassumere qui alcuni dati:

Sia le presenze che i pernottamenti turistici continuano a crescere, in quest’ottica la pandemia ha rappresentato solo una temporanea flessione che non ha potuto arrestare un trend altrimenti ineluttabile; a trascinare la crescita sono poi principalmente gli stranieri, la vera locomotiva del settore (1). Si parla indiscutibilmente di un consistente flusso di denaro che dall’estero travolge l’Italia, secondo CDP (Cassa Depositi e Prestiti) 46 mld, e, nonostante  il bottino sia particolarmente ghiotto, la volontà istituzionale è quella di investire nel settore per garantire rendite ancor maggiori (2), anche se già oggi l’indotto genera il 6.2% del PIL (Prodotto Interno Lordo) secondo Eurostat (3), per quanto esistano stime decisamente più generose (4). Ci si potrebbe chiedere allora perché sia sbagliato investire nel settore turistico, perchè insomma non dovremmo cogliere l’opportunità fortuita di essere uno dei paesi con la maggiore attrattiva al mondo: la verità è che tutte le cose dette sopra, e spesso riportate nel dibattito pubblico, sono corrette ma in parte fuorvianti. 

In primo luogo, del turismo si avvantaggia solo una parte ridotta della popolazione, mentre gli altri ne vengono spesso danneggiati: gli stessi dipendenti del settore turistico hanno salari più bassi della media che, peraltro, diminuiscono in termini reali col passare del tempo (5). Si aggiunga che le regioni in cui l’industria è più forte sono già regioni ricche le cui economie sono trainate da altri settori che non per forza vanno d’accordo con il turismo e la gentrificazione da esso causato; a dimostrazione di ciò, le sole Veneto, Toscana, Lombardia, Lazio e Trentino Alto Adige ospitano circa il 58% dei turisti (6). Sorvolando poi sull’opportunità dell’investimento, sognare un paese trainato dal turismo oltre quanto già l’Italia non sia non è per forza saggio. Infatti, avere un’economia così poco diversificata espone a considerevoli rischi qualora, per qualche ragione, il settore turistico subisca degli scossoni; a questo proposito il turismo rappresenta per la Thailandia circa il 20% del PIL (7), e, nel 2020, il solo crollo dell’industria turistica ha portato a una recessione del 6% del suddetto (8).

Chi beneficia davvero del turismo sono i proprietari, siano essi di case, negozi, alberghi o ristoranti. Ad esempio, affittare abitazioni ai turisti risulta nella maggior parte dei casi più conveniente (9). L’economia turistica è perciò paurosamente simile a un’economia di rendita dove il guadagno deriva dal solo possesso di un bene, e questo risulta ancora più evidente scomodando alcune categorie, dal sentore ormai quasi feudale, quali i balneari. 

Per quanto, quindi, il turismo rappresenti una parte consistente della nostra economia, non è detto che sia possibile o desiderabile un’ulteriore espansione del settore, a maggior ragione se ciò avvenisse mediante investimenti pubblici che dovrebbero, invece, essere rivolti a settori dall’impatto positivo per la maggior parte delle persone.

Il turismo riesce ad avere un impatto così significativo sulle aree che ne sono interessate soprattutto in ragione della diversa propensione alla spesa: in altre parole, i turisti sono tanti e spendono tanto (10), ragion per cui, nelle aree in cui sono presenti fioriscono gli esercizi commerciali a loro rivolti. Oltre a ciò, il flusso di denaro generato dal turismo non può non causare un progressivo aumento dei prezzi di quelle attività che sono anche ad essi rivolte, essenzialmente perchè non lavorano più per la popolazione locale ma per i viaggiatori. La cosa risulta particolarmente chiara se si immagina il settore della ristorazione dove i locali per turisti fioriscono nei centri città con menù dai prezzi spesso ragguardevolmente più alti della media. L’ambito in cui gli attriti tra residenti e turisti sono più sostanziali è però quello degli affitti, problema verso cui sono rivolte la maggioranza delle manifestazioni (12). Infatti, con l’avvento delle piattaforme che mettono direttamente in contatto affittuari e turisti, prima tra tutte Airbnb, è divenuto possibile per i viaggiatori accedere massicciamente al mondo delle abitazioni residenziali riducendo le case a disposizione della popolazione, soprattutto in alcune aree (13). L’aumento dei prezzi delle locazioni da ciò causato (14) può impattare significativamente sulla qualità della vita della popolazione locale, specialmente delle sue fasce più povere che spesso non sono proprietarie di immobili.

Quella del turismo è quindi una particolare tipologia di gentrificazione per cui ad essere esclusi dai centri cittadini non sono particolari classi sociali ma la popolazione locale: si prende l’esempio estremo ma significativo di Venezia dove il centro storico va sempre più spopolando (11). 

Alcune delle misure per contenere, almeno in parte, i problemi causati dall’ overtourism  potrebbero essere prese con una certa facilità, ad esempio certe proposte di collettivi e associazioni che richiedono di regolamentare le attività di affitto breve istituendo delle graduatorie e limitando l’attività al fine di favorire il mercato degli affitti “tradizionali”(15); altre potrebbero essere più difficoltose ma è evidente che l’attuale volontà istituzionale sia quella di trascurare i problemi della popolazione locale in ragione della forza economica del settore turistico, anche perché questi problemi riguardano in gran parte solo gli abitanti delle città turistiche. 

Vi è poi però un problema di un altro ordine, forse meno importante, ma che al contrario riguarda tutta la cittadinanza: la maniera in cui sfruttiamo a scopo turistico il patrimonio culturale è corretta?
Si potrebbe infatti dire che il modo in cui viene sfruttato il patrimonio artistico italiano al fine di favorire il turismo ne costituisca una vera e propria commercializzazione che spesso non lo tutela né lo conserva. A questo proposito, ho assistito personalmente a una conferenza del fautore delle aree museali di alcuni scavi archeologici che parlava apertamente di come la vera necessità sia spettacolarizzare i musei per renderli attrattivi per i turisti. Seppur sia vero che a pensar male si faccia peccato, non mi stupirei se in quest’ottica talune ricostruzioni fantasiose o fuorvianti, tipiche di un certo tipo di documentari storici, siano in qualche misura favorite. Alla mentalità della cultura come spettacolo si somma quella della cultura come prodotto e l’una rafforza l’altra, così i luoghi culturali sono spesso trasformati in particolari parchi divertimento anche a danno della loro preservazione. Per quanto quel certo tipo di turismo, che definiamo culturale, e che poi è quello intorno a cui verte principalmente questo articolo, sia spesso considerato formativo, bisognerà dire che nei fatti lo è veramente poco, e la cosa è palese se si pensa alle orde di visitatori che si accalcano nei musei italiani da cartolina alla caccia dei Leonardo o della foto alla Primavera. Non credo perciò che si possa dire che tutelarlo abbia qualche altra ragione oltre a quella esclusivamente economica. 

Alla luce di quanto detto, le dichiarazioni di alcuni politici in merito alla forza del settore turistico e la percezione comune che ne abbiamo, spesso del turismo si evidenziano solo gli aspetti positivi, non possono che essere ridimensionate. La semplicistica equazione: “turismo uguale petrolio” non è affatto veritiera e, non di rado, viene impiegata colpevolmente, per ingigantire i successi economici del nostro paese. Infatti, per la politica è molto facile presentare il turismo come l’asso nella manica della nostra economia e la salvifica direzione da imboccare perché l’Italia domani potrà vivere d’arte che, come è noto, non inquina né sfrutta. Il problema è che sotto Firenze non c’è un giacimento di petrolio, non si può infatti ricavare tanto denaro dal turismo quanto dal greggio, e quanto ricavato ha un costo considerevole per chi si ritrova in mezzo alle orde di turisti.  

(1): https://www.istat.it/wp-content/uploads/2024/11/Statistica-Today_Turismo-2023_rev.pdf, https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/03/20250305-Statistica-Today_Turismo_IV_trimestre_2024.pdf

(2) https://www.cdp.it/sitointernet/page/en/the_tourism_industry?contentId=TNK30221 , https://documenti.camera.it/leg19/documentiAcquisiti/COM10/Audizioni/leg19.com10.Audizioni.Memoria.PUBBLICO.ideGes.8301.16-06-2023-11-08-00.332.pdf
(3) https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Tourism_statistics

(4)https://fondazionetorvergata.it/public/fondazioneceis/files/News-Eventi/2024/OE_ImpattoTurismo_report_dicembre_2023.pdf

(5) https://www.ilpost.it/2024/08/21/stipendi-lavoratori-turismo/ 

(6) https://www.istat.it/wp-content/uploads/2024/11/Statistica-Today_Turismo-2023_rev.pdf 

(7) https://en.wikipedia.org/wiki/Tourism_in_Thailand 

(8) https://www.imf.org/external/datamapper/NGDP_RPCH@WEO/THA?zoom=THA&highlight=THA 

(9) https://www.ilsole24ore.com/art/affitti-turistici-venezia-e-firenze-piu-vantaggiosi-locazione-lunga-milano-no-AGriWa9B

(10)https://www.enit.it/it/enit-cresce-il-turismo-in-italia-entro-fine-anno-3-2-milioni-di-posti-di-lavoro-e-quasi-240-miliardi-di-pil-per-una-spesa-turistica-di-185-miliardi-di-euro 

(11) https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2025/01/06/ancora-in-calo-nel-2024-residenti-a-venezia-sono-48.500_c1537558-cd20-4520-8e1d-fde722068e73.html , https://www.comune.venezia.it/it/content/movimento-demografico

(12) https://edition.cnn.com/2025/08/19/travel/europe-overtourism-protests-barcelona-palma-venice

(13) https://insideairbnb.com/florence/

(14) https://www.idealista.it/sala-stampa/report-prezzo-immobile/affitto/toscana/firenze-provincia/firenze/

(15) https://documenti.camera.it/leg19/pdl/pdf/leg.19.pdl.camera.1504.19PDL0057600.pdf

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