ExxonMobil: quando una società è più ricca di 173 stati

Data: 31 Marzo 2022

Di: Vincenzo Piccirillo

Alla sua creazione, il mercato petrolifero era gestito in gran parte da una sola azienda, la
Standard Oil, posseduta dal signor Rockfeller che in breve tempo accumulò una fortuna
stimata tra i 336 e i 692 miliardi di dollari. Nel 1911 però l’azienda venne sciolta con una
sentenza ministeriale e al suo posto vennero create trentaquattro società tra cui la Socony
e la Standard Oil of New Jersey.
Queste due società in poco tempo crebbero di importanza comprando altre aziende
petrolifere e speculando in attività estrattive nell’Asia orientale, in particolare in Indonesia
dove la Jersey Standard aveva vari pozzi di petrolio ma non un mercato in cui vendere. La
Socony, invece, aveva nella regione un mercato ma non gli impianti, i quali invece erano
dislocati nella lontana California. Per queste ragioni le due aziende unirono i propri
interessi in una Join Venture.
Successivamente la Socony cambiò il suo nome in Mobil oil e, qualche anno più tardi la
Jersey Standard fece lo stesso cambiando il suo nome in Exxon Corporation.
Nel 1998 le due società strinsero un accordo da 73 miliardi di dollari per fondersi insieme
in un'unica azienda chiamata ExxonMobil. La cosa, dopo esser stata approvata dagli
azionisti delle società, fu resa ufficiale nel 1999.
Gli anni che seguirono furono estremamente redditizi per la società in questione grazie
soprattutto all’incremento dei prezzi del petrolio, riuscendo a superare anche la storica
General Electric in termini di fatturato.
Inoltre confrontando il prodotto interno lordo dell’azienda con quello dei vari stati
esistenti notiamo che esso si classificherebbe al 48° posto tra Pakistan e Repubblica Ceca
rispetto ai 216 stati attualmente esistenti.
Nella sua storia però l’ExxonMobil ha ricevuto diverse accuse e in alcune nazioni ha
operato con metodi anomali e a tratti anche disonesti:

CIAD
In Ciad, una nazione dell’Africa centrale, c’era un disperato bisogno di soldi per poter
costruire ospedali e scuole e, in quel momento, la nostra società arrivò come un beniamino
che avrebbe dato tutti i soldi richiesti in cambio dei giacimenti di gas e petrolio. Sembrava
uno scambio equo, ma nel contratto firmato c’era anche un articolo che enunciava “non
importa cosa, non importa la legge o l’opinione del governo, nessuno può cambiare il
contratto senza il permesso dell’ExxonMobil”. Con questo articolo quindi l’ExxonMobil si
aggiudicò per sempre i giacimenti nazionali e, anche quando la nazione divenne una delle
più povere al mondo arrivando addirittura ad avere solo un dottore ogni 38.000 persone,
essa continuò e continua tutt’ora ad estrarre indisturbata.
GUINEA EQUATORIALE
In Guinea Equatoriale c’è stato un dittatore per quarantadue anni consecutivi e, mentre
oltre il 70% della popolazione viveva in povertà, lui possedeva svariati oggetti di lusso
come sei rare supercar, una villa a Malibu e una grande collezione di oggetti di scena di
Mickeal Jackson. Questi beni erano stati comprati interamente con i soldi ricevuti dalla
ExxonMobil, in cambio ovviamente dei giacimenti di gas e petrolio nazionali e così la
società riuscì ad avere ancora più risorse a disposizione.
ACEH, INDONESIA
Nella regione di Aceh, in Indonesia ci sono stati vari scontri tra ribelli indipendentisti e
l’esercito indonesiano. La cosa rischiava di compromettere gravemente le attività di
estrazione petrolifera che la ExxonMobil aveva già da diverso tempo nella regione.
Per questo la società decise di assoldare unità dall’esercito indonesiano per proteggere i
propri affari nella regione. Nonostante questi obiettivi però nei villaggi circostanti si
verificarono diverse violazioni dei diritti umani come omicidi e torture da parte del piccolo
esercito privato. Per queste ragioni il tribunale del distretto di Washington aprì un
processo contro la compagnia e, nel 2001, undici abitanti di un piccolo villaggio fecero
anch’essi causa. Ma i due processi finirono subito, il primo perché intervenne il
dipartimento di stato USA che rigettò la causa per motivi di sicurezza nazionale, l’altra
invece non è mai stata veramente considerata.
Nonostante questo però la società ha deciso di vendere i suoi impianti nella regione per
poter provare a preservare la propria reputazione.

VENEZUELA
L’ExxonMobil con il Venezuela, lo stato con i giacimenti petroliferi più ricchi al mondo, ha
una lunga storia formata da patti e concessioni. Ma quando divenne presidente Hugo
Chavez si andò verso la decisione di nazionalizzare tutti i giacimenti energetici e quindi di
tenere le compagnie come la ExxonMobil lontane dal paese.

Per la società però questa decisone costituiva un vero e proprio incubo, per questo essa si
rivolse alla banca mondiale e agli USA per poter mettere sanzioni al Venezuela e così
costringerla a rivedere la decisione.
In questo modo la compagnia, oltre ad aver racimolato 16 miliardi di dollari da varie multe,
ha potuto continuare ad estrarre petrolio nello stato sudamericano.

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