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Data: 31 Ottobre 2022

Tag: Cultura

Di: Elena Camuti Borani

Nelle scorse settimane ho avuto la fortuna, insieme a tanti altri ragazzi della mia età, di partecipare al Corso di Cultura Aeronautica 2022; un corso che dà la possibilità agli studenti degli ultimi anni di scuole superiori di avvicinarsi al mondo dell’areonautica. 

Nulla avrebbe potuto prepararmi a quanto quest’esperienza mi sarebbe entrata nel cuore e mi avrebbe emozionata. 

A partire dalle lezioni teoriche, grazie alla complicità dei nostri professori piloti e all’aiuto delle reclute, si è immediatamente formato un gruppo solido che con il passare dei giorni è diventato sempre più compatto e complice. Tra battute, giochi e interessantissime spiegazioni siamo arrivati tutti e 180 al fatidico giorno del test, che avrebbe stabilito chi tra noi avrebbe potuto volare a fianco dei piloti come copilota e chi avrebbe preso il posto del passeggero sul Siai-208, il piccolo velivolo ad elica che ci ha accompagnati in quest’avventura. 

Ancora non riesco a spiegare che cosa si provi a salire su un aereo del genere, né l’emozione che ti assale sentendo il rombo del motore avviarsi e sapendo che è stata la tua mano a dare il gas. Non si può immaginare la sensazione di sentire il corpo dell’aereo spostarsi sotto il tuo comando, il suono della torre di controllo nelle cuffie, o la vista del volo in formazione. Come Dante nel Paradiso mi sento di non avere le parole per descrivere che cosa si senta nel prendere parte ad una cosa simile. 

Ho avuto la fortuna di avere accanto il pilota Francesco Dante, che da subito mi ha messa a mio agio e mi ha guidato nell’esperienza più unica e speciale della mia vita. Volare sulla propria città in questo modo è qualcosa di incredibile. 

Dopo una cosa simile però, c’è sempre il momento degli addii. Una cena in compagnia, senza uniformi, senza pensare che sarebbe stata una delle ultime volte che avremmo potuto vedere quegli istruttori, collaboratori, membri dello staff che ci avevano regalato tali emozioni. 

Ma ancora non era finita del tutto. Giovedì 20 si sarebbero tenute le premiazioni dei dieci migliori studenti del corso e si sarebbero saputi i nomi dei due fortunati che avrebbero avuto la possibilità di trascorrere una settimana a Guidonia per volare sugli alianti. 

Si dicono i nomi e si premiano i ragazzi. E poi il podio. Terzo, secondo posto… ed ecco il primo. La presentatrice annuncia che lo studente vincitore è del Romagnosi e il mio cuore letteralmente sprofonda. Mi giro a guardare Mattia accanto a me e mi rendo conto che anche lui si sente come me in quel momento. 

Non ci credo veramente quando viene detto il mio nome. Io, che avevo partecipato quasi per caso, mi ritrovavo al primo posto. Onestamente ricordo molto poco di quel momento, ero sul palco e un momento dopo di nuovo giù circondata da persone che si complimentavano con me per qualcosa che ancora adesso stento a credere. 

Posso dire per una delle poche volte che sono fiera di me, che ci sono riuscita, sia a vincere, sia ad accettare questa vittoria come meritata, e non come qualcosa di capitato per caso e che qualcuno avrebbe meritato più di me.

Sono sicura che quest’esperienza come mi ha già dato, mi darà ancora molto. 

Guidonia, ci vediamo tra poco.

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