Una giornata all’EFSA

Data: 10 Giugno 2022

Di: Matilde Malandri e Francesca Panepinto

Giovedì 12 maggio 2022 l’EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, con il patrocinio del Lions Club di Parma ha aperto le sue porte a redattori e redattrici di diverse scuole superiori della città, permettendo di visitare una realtà europea unica nel suo genere. Dopo una breve permanenza nell’ingresso e alcuni controlli, gli studenti sono stati introdotti nell’edificio, dove hanno potuto prendere posto nella sala conferenze appena inaugurata: qui si è tenuta una presentazione generale del Lions Club International, l’associazione filantropica internazionale più diffusa nel mondo che conta 46000 club in 206 paesi, per un totale di oltre 1,4 milioni di soci; l’organizzazione, che opera senza scopo di lucro, traduce il suo operato in  “fare da guida dando il buon esempio, stringere relazioni interpersonali e migliorare il mondo attraverso la solidarietà” e vede nella sua sede di Parma, fondata nel 1954, una realtà attiva e prolifica in ambito sanitario, sociale e culturale: check-up periodici aperti a tutti, sostegno finanziario a salvaguardia di beni culturali e restauri -come il recente operato alla Pilotta su una copia della Divina Commedia del 1340- e promozione di eventi sociali e festival sono alcune delle azioni che i soci del territorio organizzano a sostegno della città e dei suoi abitanti,  come ricordato dal dottor Andrea Cattabiani, presidente del club parmigiano e dagli altri membri presenti.

Successivamente, la parola è passata a Francesca Avanzini, Media Relations & Social Media manager presso l’EFSA, che ha spiegato più nel dettaglio il ruolo dell’ Autorità in Europa e il lavoro che svolge. EFSA, acronimo per European Food Safety Authority, è un’ agenzia dell’Unione Europea fondata nel gennaio 2002 -successivamente ad accadimenti di rilevanza mondiale che hanno sottolineato l’esigenza di tale ente- che si pone come obiettivo quello di “fornire consulenza scientifica e una comunicazione efficace in materia di rischi, esistenti ed emergenti, associati alla catena alimentare”. Insieme alle altre agenzie “sorelle” europee, EMA (European Medicine Agency, con sede ad Amsterdam), ECHA (European Chemicals Agency, facente sede ad Helsinki) e ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control, collocata a Stoccolma), l’EFSA riceve incarichi -o “mandati”- dalla Commissione Europea, il Parlamento Europeo e gli Stati membri dell’UE su determinati ambiti e fornisce consulenza specialistica tramite report  e articoli; è anche possibile che l’Autorità si auto incarichi di svolgere ricerca in un determinato ambito: in ogni caso, l’ente si incarica di analizzare e raccogliere dati scientifici tramite consultazioni pubbliche, inviti o rapporti con gli Stati membri dell’UE, per produrre un quadro di assoluta completezza in merito all’argomento fornito. I lavori prodotti dall’ente, aperti e trasparenti, sono quindi vagliati dalle varie autorità, che possono usufruirne per decisioni politiche o legislative atte a ridurre il rischio in materia di sicurezza e filiera alimentare; è importante notare, infatti, come in diversi casi l’aiuto dell’EFSA si sia rivelato fondamentale: basti pensare alle considerazioni prodotte su fitofarmaci, OGM, additivi o sulle problematiche della sanità veterinaria, come nel caso dell’influenza aviaria. Le informazioni ottenute, infine, sono trasmesse tramite azioni di comunicazioni di rischi sia alle parti interessate sia alla popolazione in generale, per rendere di dominio pubblico gli studi analizzati.

L’ultima parte dell’incontro è stata dedicata alla spiegazione dei cosiddetti “novel food” da parte del dottor Andrea Germini, ricercatore presso il Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco dell’università di Parma ed esperto del settore; ha spiegato che si occupa dell’innovazione e come avevano in mente di  introdurre nuovi alimenti: “per nuovo alimento”, ha spiegato Germini, “si intende un prodotto, secondo il regolamento europeo, che non è mai stato consumato da un consumatore europeo prima del 1996”. Questi nuovi alimenti comprendono ogni forma di novità, come prodotti di sintesi o alimenti prodotti da batteri; non ultimo, ha spiegato come l’introduzione di un alimento tradizionale di un altro Paese o che ha una storia di consumo di più di 25 anni senza nessun problema può avvenire di forma immediata, perché più sicuro, a differenza dei nuovi, in cui si devono fare molte più valutazioni. Dopo aver fornito più esempi su dei nuovi possibili alimenti, comprensivi anche di papabili sostituti ai cibi che consumiamo quotidianamente, il meeting si conclude con una serie di domande da parte degli studenti: la valutazione del rischio, il singolo lavoro degli enti preposti e l’analisi che l’EFSA aveva fornito sul Sars-Cov 2 prima dello scoppio della pandemia i temi più dibattuti.

Alla fine della giornata, ecco i commenti di Francesca Panepinto e Matilde Malandri, le inviate del Romagnosi all’evento: “È stata una bella esperienza, abbiamo conosciuto anche ragazzi di altre redazioni e anche il presidente del Lions Club Host, che ci ha salutato con molto piacere avendo lui fatto la nostra stessa scuola. Ci siamo sentite grandi stando in quella stanza e alla fine siamo tornate a casa con più informazioni di prima; inoltre, è stato interessante  notare quanto Parma stia crescendo, negli ultimi vent’anni, sotto il profilo scientifico, con lo sviluppo del polo universitario del Campus e l’istituzione di enti come l’EFSA che operano sul nostro territorio, contribuendo allo sviluppo della città e collaborando con le storiche aziende parmigiane, come Barilla o Chiesi”.

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